Agosto

Venerdì è giorno di pesce

la famiglia mangia la seppia

nuda la bella giovenca

figlia di padre balordo

offre cruda la buona novella

a quell’uomo dal sesso ritorto.

La guarda seduta e gli cresce

la fame di quella pietanza

che se non nell’abbondanza

nel ventre sventrato si sazia.

Credeva fosse una seppia

ma quel giorno ingollava salciccia.

E ci guardammo di nuovo in faccia

spettatori distratti di siffatto destino

vedemmo, sentimmo e ignorammo,

è Sant’Agostino.

Fede, Speranza e Carità,

diciocci aragosto il gran santo,

Ahahah! Iena Ridens!

E morto gli stava accanto

l’inerte Wojtyla sbavando.

Del subumano la carne tremante

che il muco lento percorre.

Cristo risorge elefante.

Lecchiamo la santa melassa

suggiamo la sacra saliva

e non siamo più come prima

nel tempo che passa.

Noi è questo fluire.

Cristo listo misto risorto, il muco è la sua ogiva, Cristo è saliva… Cristo saliva, saliva, saliva… Cristo saliva. Malisa, mai lisa, non più vergine sposa, ma posa lieve mariposa tra le sua cosce una rosa. E ora bestemmie tipo Cristo becchino. Ma perché poi? Inomana. Ramba ramba! Videvit! Videvit! Videvit! Ritalin! Ritalin! Ritalin! Scrivi, sempre, continua, e continua, e continua che ci sto vicina. Grigi gusci, grilli e gufi e Lino Banfi. Nardo Nardi è un uomo per bene. Baffi di vinile. Cristo di nuovo che casta la giovane mesta.

È Sant’Agostino e il Papa.

E borbotta e borbotta la cucuma vecchia. Gallina spauracchio ci chioccia addosso sputacchio. Cristo saliva, saliva, saliva… Noi è questo muggire [versi inconsulti]. E sputaci, sputaci, deflora pupille, svergina sguardi con candide spine, vortici e spire. Il Santo nitrisce, la donna sorride. Suonala ancora, Sam! Lucertole in pena per la morte di Madre Teresa, nel cielo ti spera, dispera, tiritera, bel tempo si spera. Riccardo Cocciante, merda, detersivo per i piatti e un cane lecca ferite di banane, salame, assieme a Boko Haram. Frittelle, frittelle. L’Isis non usa contraccettivi di finzioni maldestre ma potenziometri tarati. E la figa della Madonna come un’alternativa possibile. Scienza mistica e il cazzo s’impenna come vino e taralli. Nobile scelta!

  1. Tre chili di chiodi di Cristo, schegge di croce infetta, tritato di costato con aceto, spine appena scottate, un po’ di fede, speranza e carità, servite con oro, incenso e mirra. Lacrime di Vergine Madre per decorare [in loop].
  2. Ultima cena servita mangiata senza forchetta, ritratti di fame errabonda in un parco di ulivi a giocare a palla di fenici feconda la barba di questo barbecue. Salcicce ingollate, ingollate salcicce [in loop].
  3. Mestruo con le patate, un vino disperso di sperma rappreso. Cattivo Onan! Cattivo! E noi gustiamo il tuo sugo e il tuo feto cattivo. Cattivo Onan! Cattivo! Mangia anche tu che ti fa bene, prendilo in bocca da solo, rompiti le costole e trema. Cattivo Onan! Cattivo! [in loop]

È Sant’Agostino, uccidi il biancospino. È Sant’Agostino, uccidi il biancospino. È Sant’Agostino, uccidi il biancospino. È Sant’Agostino, uccidi il biancospino. È Sant’Agostino, uccidi il biancospino. È Sant’Agostino, uccidi il biancospino. È Sant’Agostino, uccidi il biancospino. È Sant’Agostino, uccidi il lavandino. È Sant’Agostino, uccidi il cuscino. È Sant’Agostino, uccidi lo zerbino. È Sant’Agostino, uccidi il pannolino. È Sant’Agostino, uccidi il gattino. È Sant’Agostino, uccidi il latino. È Sant’Agostino, uccidi il pallino. È Sant’Agostino, uccidi il puntino. È Sant’Agostino, uccidi il mattino.

È Sant’Agostino, uccidi il tuo vicino!

PIM!

Aritmide

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