Introduzione di Gilberto Bree

political-map-of-North-Kore

“Chi è Rim Zjung-Man?” mi ha chiesto il redattore del giornale nel momento in cui gli ho steso sulla scrivania la storia che avevo scovato, “e perché a qualcuno dovrebbe fregargliene qualcosa della Corea del Nord?” Più che una storia direi che è il diario epistolare di un fuggiasco, di come una mosca bianca rimanga sempre una mosca bianca, e di come, per questo motivo, essa venga schiacciata per prima. E questo giustamente, a detta della maggioranza. “E chi siamo noi per opporci alla maggioranza” ho letto tra le righe del suo discorso. “Occupiamoci dell’Italia, trovati un cameriere o un portinaro che lavora nella casa di Renzi e che ti manda notizie, fattelo amico e io ti pubblico. Oppure parla dell’Islam! Tutti leggono volentieri di arabi armati fino ai denti in questo periodo, anche le pensionate!”

Ma andiamo con ordine. La favola della mosca comincia a Pyongyang, e più di preciso nell’università di questa città, nella quale essa studia la dottrina socialista e nella quale segue vita natural durante un corso decellerato di “come sparare alla rana che ti vuole mangiare”. Il corso fa o dovrebbe fare di questa mosca un braccio del Leader. E questo è bene per tutti.

Rim Zjung-Man, però, a parte queste cose ha imparato altro dai libri. Fin dall’infanzia ha letto e riletto i pochi testi che le biblioteche dello stato non avevano ancora proibito e quelli che non trovava lì li avrebbe poi pescati da altre fonti anni dopo. Rim Zjung-Man così, grazie alle lezioni clandestine nei sottoscala e nei ripostigli e alla sua voglia di conoscere, in vari anni di studi ha imparato le lingue europee e un buon numero di quelle asiatiche, e, per quanto ha potuto, la loro letteratura e cultura. Per provare un giorno a farsi una vita fuori dal paese, per scrivere al mondo cosa stava succedendo, per poter conoscere meglio le proprie catene, chi lo sa? Non è possibile rispondere a Rim Zjung-Man e chiederglielo, con la mia lettera gli arriverebbe a casa probabilmente anche la polizia segreta e con essa le pinze, i coltelli, l’olio di ricino, l’alto voltaggio e tutte le altre cose. Credo che sia per amore del suo paese che, giunto a conoscenza del nostro progetto editoriale, ci ha contattati.

La mattina del 20 febbraio nella bucchetta delle lettere di Via Pastrengo 11/A, interno 1 (la sede fittiziamente fisica del blog, dove dormo la notte nella realtà) è giunta una busta, lisa e coperta di francobolli scritti in una lingua orientale che non mi sono trattenuto dal definire sicuramente giapponese. La lettera (che non riuscivo assolutamente a leggere composta com’era di ideogrammi e geroglifici) finiva con una combinazione di parole di piglio surreale: “SPREMI MONTALE SUL PESCE E SULLA SPREMUTA DI CALAMAIO”. Solo dopo qualche giorno, guardando alla televisione Il nome della rosa ma pensando a tutt’altro, l’aforisma mi è risultato chiaro. È scritta col limone quella lettera! Elementare, Adso! Nel cestino stava ancora il foglio, non toccato dall’accartocciamento nervoso o dalle pulizie di casa. Con una candela tutto fu di nuovo riportato agli occhi. E dove essi fallivano era l’odore e il suono che quella lettera emetteva a riportarmi alla realtà. Quello che stavo leggendo non era un romanzo o una storia, quello che stavo leggendo era vero e succedeva in quel preciso istante.

Gilberto Bree

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...