La resurrezione dello storpio cremato

Una volta c’era Salvatore Boccaviglia figlio di un’altra figlia senz’occhi né ciglia. Aveva due bocche, una in alto, una in basso, faccia-caviglia. E se una pregava l’altra mangiava, se una bacia, l’altra sputa, se una canta, l’altra latra. Non era bello, non era brutto, era uno storpio, ecco tutto. La prima voce diceva “va bene”, l’altra invece gridava le sue pene.

– Di che ti lamenti, caro mio? Sotto questo cielo siamo tutti figli di Dio.

– Ma quale figli, tu sei la fezza di Dio. Storpio rivoltante! Solo la fiamma potrà purificare la tua immonda figura. Satanàs ti è padre!

– Solo l’amore ti salverà, fratello mio, – e detto questo, preso dalla fiamma della passione, avvicinò il sopra e il sotto con un bacio. Faccia-caviglia con un bacio.

Ma quel ghigno tirò fuori la lingua a cercargli le tonsille, mentre l’altra succhiò quel muscolo come se fosse un fallo teso.

– Oh, quale piacere più grande di essere congiunti finalmente.

– Le nostre lingue nelle fiamme potranno gioire per sempre.

Autodafè! Autodafè! Accorri popolo! In piazza autodafè! Salvatore Boccaviglia! Autodafè! Fiamme per il vostro sollazzo.

Pece greca. Acciarino e pietra focaia. La vampa è una danza su un corpo urlante che si bacia. La carne allegra si strina, imbrunisce e di pelle e grasso la fiamma fa crosta. Cani e rapaci intorno al falò ad aspettare voraci.

Autodafè! Autodafè! Quel suo corpo crema coeso come l’ossuto ebreo dallo Zyklon B offeso.

E in un’unica voce si parla:

01110000 01101001 01100101 01100100 01100101 00100000 01110000 01101001 01100101 01100100 01100101 00100000 01110000 01101001 01100101 01100100 01100101 00100000 01110000 01101001 01100101 01100100 01100101 00100000 01110000 01101001 01100101 01100100 01100101 00100000 01110000 01101001 01100101 01100100 01100101 00100000 01110000 01101001 01100101 01100100 01100101 00100000 01101101 01101001 00100000 01101101 01100001 01101110 01100011 01100001 00100000 01101001 01101100 00100000 01110000 01101001 01100101 01100100 01100101

Dopo non molto tempo in un villaggio poco lontano Salvatore rinacque.

Risorse piede.

Gino Supramonte

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