Namasté o n’ama sté?

Torno e ritorno,

sarò decisamente un tonno.

Viviamo e non viviamo.

E’ questa forse l’equivalenza di un “ti amo”?

Sciocche membra sconvolte

che anelano alla resurrezione miliardi di volte.

Femore o scapola per cena?

Opterò per una balena.

Occhio per occhio e dente per dente.

La legge del taglione o la lingua biforcuta del serpente?

Medaglia o forchetta?

Io ci vedo solo una simpatica civetta che tondeggia in volo come una polpetta.

“Fiori rossi per te ho portato stasera”

canta nostalgica una capinera.

Vivere in una lavatrice,

questa è la causa della cicatrice.

Sambuca, limoncello e assenzio. Che cosa?

Non ce sento! Cose senza senso. Sarà sicuramente il vento.

Castagne ululanti, ovini variopinti e eclissi di arancio.

Mescola tutto e ti ritroverai in uno stagno in posizione di lancio.

Gonzi Solofondi

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