Depilazione inguinale – Adolescenza – Papa Francesco

Ieri ho chiesto a mia figlia di depilarsi l’inguine.

Una richiesta più che legittima per una madre premurosa come credo di essere sempre stata.

Ai miei tempi, purtroppo, non andava così. Ricordo ancora con un certo dolore – era la fine degli anni settanta – quando chiesi a mia madre dei consigli sulla depilazione inguinale. Apriti cielo! Fu uno scandalo in famiglia. All’epoca tutte le donne della casa dovevano avere il pube irsuto, al naturale. Era la moda che vigeva negli anni settanta, ma io volevo andare oltre quegli schemi mentali e anticipare i tempi. Depilazione integrale. Volevo essere pulita e bianca come una bambina. Non mi è stato permesso. Mi toccò depilarmi di nascosto. Rubavo il rasoio di mio padre e con la schiuma da barba cercavo di ripulire per benino il basso ventre, le grandi labbra, il perineo, fino al solco dell’ano. Finalmente liscia! Era un sogno, per me, ancora adolescente, sentirmi come seta.

Ieri ho chiesto a mia figlia di depilarsi l’inguine e la sua risposta è stata un secco “no.”

Insolente.

Forse ho semplicemente paura che mia figlia cresca troppo in fretta. Non è più la mia bambina, sta diventando sempre più velocemente una giovane donna e me ne devo fare una ragione. Eppure non posso rinunciare a quel rituale intimo fra madre e figlia: la trasmissione di un sapere antico attraverso il passaggio di generazione in generazione dell’esperienza. Come madre ho il dovere di educare mia figlia nel modo migliore. Come donna ho un debito nei confronti delle nuove generazioni di ragazze: tramandare una conoscenza pratica e dei valori solidi.

La mia reazione al “no” di mia figlia fu dura.

La schiaffeggiai.

Una madre non deve essere troppo accondiscendente, soprattutto durante una fase così difficile come l’adolescenza. Costrinsi mia figlia a spogliarsi e con le nuove Strisce depilatorie Veet® ascelle e bikini – Pelli sensibili – che consiglio a tutte le mie lettrici con pelli particolarmente delicate – ho agito sulla peluria giovanile che le ricopriva il monte di Venere. Quando cercai di allargarle le gambe per proseguire sulla zona intorno alla vagina e all’ano, mia figlia oppose una certa resistenza. Pensai che avesse del pudore e si vergognasse di me. Vergognarsi della donna che l’ha tenuta in grembo per nove mesi e l’ha espulsa proprio da quella crepa che teneva tanto nascosta fra le gambe! Che storia! Dopo capii che il motivo di quelle rimostranze non era il pudore, ma ben altro. Appena le spalancai le gambe con forza, vidi come degli arabeschi disegnati nell’interno coscia di mia figlia. Si trattava di profonde cicatrici da taglio. Guardai meglio e quei disegni in realtà non erano degli arabeschi, ma rappresentavano il volto sorridente di papa Francesco. Era un ritratto del volto del nostro papa che mia figlia aveva scolpito sulla pelle dell’interno coscia con una lametta. Rimasi colpita. Il volto del papa era perfetto, in ogni suo dettaglio. Mia figlia scoppiò in lacrime.

“Io amo papa Francesco, mamma! Desidero la sua faccia santa sempre in mezzo alle mie gambe!” disse piangendo. Come biasimarla?

Allora la abbracciai e le asciugai le lacrime felice di avere educato una figlia con dei principi sani. Sono sicura che questo episodio ci unirà ancora di più.

E voi cosa ne pensate? Aspetto ansiosa commenti, suggerimenti o esperienze personali da mamme, figlie o maschietti curiosi 😉

Miriana Focosi

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