Bullone e Quell’altro – Emmeddì (2′ parte)

  E gliel’ho detto a mamma, tu sbagli che non ti droghi mentre lei dava a botte con la mazza dura sulla porta della stanzetta che avevo chiuso a chiave. Tu sbagli, gli dicevo, se vai alla messa e credi a gesù, sbagli. Loro così ti fanno credere a qualcosa che non vedi, ti fanno imparare a credere alle cose che non esistono così poi ti abitui e puoi credere a tutte le cose che non esistono, a tutte le cose che vogliono loro. E lei picchiava con la mazza dura sulla porta, e mamma, ellamadonna, essì.

  E poi aspettiamo tutti che arriva il giorno. E vediamo che passiamo dalla notte al giorno, e sentiamo che siamo nati di nuovo, che abbiamo visto la morte e la nascita, e ci sentiamo come se ci partoriscono col giorno nuovo e noi possiamo essere di nuovo.

  E poi passano le macchine della gente che va a lavorare pure la domenica, che si è appena svegliata e va con la macchina a lavorare. Senti la musica, vedi la gente che balla e sorride e poi quelli brutti di sonno nelle macchine che ti vedono e diventano ancora più tristi. Ma alla fine mica mi fanno pena… io non provo mai pena per niente perché ognuno sceglie se vuole essere felice o triste, quelli hanno scelto triste e vuol dire che gli piace, che così stanno bene, essì, ci so’ quelli che devono essere tristi per stare bene, assai pure.

  E poi tornavamo tutti insieme per le strade, e le strade alle dieciundici di mattina dopo che sei stato tutto il tempo a ballare e tieni ancora un po’ d’emmeddì che ti fa il solletico dentro e ti muove le gambe e ti illumina gli occhi e il mondo fuori e ti fa vedere tutto come lo vedono i bimbi che capiscono e basta, e le strade così sono troppo belle. Vuoi camminare e vedere e se poi vedi i murales capisci perché li fanno. E se poi vedi i carabinieri e la polizia per le strade, nei parchi, capisci perché li devi sparare, è proprio assai semplice, li devi sparare perché ci sono.

  Con l’emmeddì capisci tutto. Io ho imparato pure a controllare il tempo, poi lo capisci, lo controlli col respiro, fai fiuuuuuuuuuuu fiaaaaa fiuuuuuuuuu fiaaa, assai fiu, fia un po’ di meno e ti senti subito al centro, subito tutto cristallino e vedi il mondo veramente, e cammini piano, e puoi incontrare la gente. Se sei nel futuro, come sono sempre tutti per le strade, anche quando stanno fermi e si guardano in giro e sembra che hanno paura (poi lo capisci), se sei nel futuro non puoi incontrare la gente, e infatti non ci incontriamo mai siamo sempre troppo veloci, tutti troppo veloci e non ci vediamo neanche, non ci sentiamo neanche e che ci vogliamo incontrare e così siamo sempre tutti da soli. Se tutti prendono l’emmedì e capiscono il tempo siamo tutti insieme, ecco perché a mio figlio, se faccio uno, gli dico che è buono, che la droga è buona, che si deve drogare. Niente omogeneizzati, solo la droga a mio figlio, essì.

  Poi è vero che quando l’emmeddì non ti fa più il solletico devi combattere un po’. Ti fumi le canne e senti che c’è una parte che tira giù e una che rimane a galla e tu devi togliere la pietra alla parte che tira giù e vedi che vai subito a galla, basta che senti, basta solo che senti tutto intorno, che non vai dentro e giù, ma che vai fuori e vibri, che sei tutto, che sei intorno e vibri e allora stai a galla… poi lo capisci, se senti un po’ lo capisci, basta che senti sempre, basta che ti senti sempre.

  Se ti senti poi puoi fare un sacco di cose belle con l’emmeddì, tipo che fissi solo gli attimi più belli del viaggio, che appena senti una cosa bella dici: FISSO, e te la stampi in mente e poi quando combatti che è finita e ti fai le canne pensi a quelle cose e vibri bene.

  E poi bellissimo, il giorno dopo che non fai niente e fumi solo assai canne e ti sciogli e il giorno dopo ancora torni normale e ti senti rinato, ti senti pulito, ti senti nuovo di nuovo.

  E poi ha tutto senso se ci pensi, tu che leggi. Combatti contro di te, ti fai a pezzi e poi ti ricomponi ed è così che cresci, che cambi, che ti puoi creare diverso ogni volta, così non diventi vecchio, così non sei sempre uguale, così cambi sempre, così sei sempre vivo, sempre vivo, grazie per sempre, grazie per sempre, grazie per sempre.

  La droga è bella, se credi che è bella e che ti può fare solo bene, bene ti fa, solo bene ti può fare.

  Gli ho chiesto alla sigaretta se era buono che mi drogavo, se poi potevo ancora parlare con lei, e lei ha detto massì che puoi parlare, e allora apposto proprio.

Michele Noccioli

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