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Lutto nel mondo dei motori: addio a Walter Meloni

lunedì 11 maggio 2015

Aveva 72 anni e fino all’ultimo ha combattuto con l’ orgoglio che lo ha sempre contraddistinto. Walter Meloni non c’è la fatta. Un male incurabile, emerso poco più di un anno fa, non gli ha dato tregua e se l’è portato via, dall’affetto dei cari. Walter Meloni è stato uno dei pionieri dell’automobilismo sammarinese. Una passione per le corse cominciata fin dalla giovane età e che ha sempre avuto un ruolo predominante nella vita quotidiana, del grande campione sammarinese. Il suo esordio risale al lontano 1968, al volante di una Fiat 850, nella famosissima, di allora, 12 ore di Fontevivo. Una carriera cominciata prima con i rally, sia come pilota che navigatore, poi l’avventura in pista, probabilmente il suo vero, grande amore. Personaggio brillante e talentuoso, nel 1987 aveva fondato il W&D Racing Team, scuderia con la quale ha centrato risultati di grande prestigio. Indimenticabile nel 2004, la vittoria del campionato europeo e cinque anni dopo, la conquista del titolo tricolore turismo endurance. Una passione straordinaria quella di Walter Meloni, che era riuscito a trasmettere anche i suoi figli Marilena, Marco e Paolo. E proprio con quest’ultimo, due anni fa, aveva conquistato a Vallelunga, nel campionato italiano, una vittoria storica, perché la prima ottenuta in coppia, padre e figlio appunto. Per diverse stagioni ricoprì anche la carica di presidente della Scuderia San Marino, di cui nel 2014, divenne presidente onorario. Domani alle 15.30, nella chiesa di Serravalle, l’ultimo saluto a Walter Meloni.

Bagnarsi perché bello. Masturbarsi con il flacone di plastica. Stringere le labbra. Togliere il tappo. Patata profumata.

Io mi chiamo Anita Massaia. Sarda sono. Sono pulita. Gigi lampo.

La notizia della morte di Walter mi ha ferita. Io vogliolo.

Un viaggio lungo San Marino. Almeno vedere la tomba. Almeno. Non tomba soltanto, vogliolo. Prendere la terra. Vogliolo. Scagliarla lontano. Vogliolo. Liberare la bara. Graffiare il legno. Vogliolo. Walter che scava da dentro. Lo sento. Aprire il coperchio. Vogliolo.

Sei ancora bello. Prendimi. Come San Giovanni, sono tua. Sei tu sei Cristo.

Un orgasmo profumato.

Cristovogliolo.

Giglio è capocchia rossotestuta Gigi.

Vedolo Gigi sui campi che si pianta. La terra Gigi. Tua madre natura. Tua. Gigi pianti la madre. Vogliolo anch’io, anch’io sono madre. Sono sarda non sono marocchina.

Sono pulita. Patata profumata.

Una massaia sarda e il cadavere di Walter Meloni. Alcuni credono che sia immorale dissotterrare cadaveri e abusare dei loro copri. In realtà in certe culture i corpi morti sono buchi sacri. Un cadavere è ciò che è stato. Esso rappresenta lo spirito degli antichi. Soltanto congiungendosi con esso è possibile stabilire un legame con l’oltretomba e la sapienza antica.

Il tuo cazzo marcio. Vogliolo. Il tuo cazzo è. Walter Meloni. Gigi.

Si frantuma dentro di lei quel pene decomposto.

Patata profumata. Farcita dal tuo cazzo. Cazzo che si rompe. Frantumato, polvere è. Pregna, pregna sono. Sono prena.

La massaia sarda è fecondata.

Fecondata sono. Sono fecondata.

mu

Walter Meloni

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