Bullone e Quell’altro – La schippa/tartaro cinese giallo canarino

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  Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla pazzia, AFFAMATE, ISTERICHE, NUDE, diceva il poeta della Generazione, di tutte le generazioni a partire da lui fino ad arrivare a adesso.

  – Ma tu non eri Edgar Allan Poe?

  – E quindi?

  – Perché tieni attaccate al muro le cose che non sono sue, allora? E perché le leggi sempre? – chiedeva Bullone.

  – Perché sono Edgar Allan Poe. Siamo diventati Edgar Allan Poe allo stesso modo, tutti e due. Lui prima e io adesso.

  E Bullone ha detto che non c’entrava niente e io gli ho detto che aveva ragione, che non c’entrava proprio però era vero.

  Dovevo dimenticare Milù per c’entrare qualcosa e l’unica cosa che mi ricordavo di Milù era la schippina giuggola e quindi dovevo trovare un’altra schippina e l’ho trovata sotto casa, Abbologna.

  Era una cinese, con il marito, due figlie tutte e due brutte, un negozio cinese e lei assai schippinosa. Non era bella era solo schippinosa, proprio quello che mi mancava e che mi serviva: la schippa.

  Mi veniva solo da appoggiarglielo addosso, dappertutto, ebbasta… essì. Solo appoggiarlo, nienteppiù, solo quello sentivo, niente Milù.

  E quindi andavo e sorridevo, e parlavo, e dicevo le cartine buone quali erano, e spiegavo la differenza tra un filtrino di cartone e uno di spugna, e una volta l’ho taccata piano, ma non ero stato io.

  Era assai bella, teneva il tartaro ai denti. E non fumava.

  Era tartaro vero, non quello del fumo. Quello che viene se non ti lavi perché vuoi avere il tartaro e ti piace. E a me veniva voglia di leccarglielo, appoggiarglielo da tutte le parti e poi fare la mucca che sputa sul tappeto di tartaro giallo canarino, vedere lo sperma biancoluccicotraspaio sul giallo canarino del tartaro e lei che rideva e diceva essì essì essì essì essì.

  Lei diceva sempre essì. Prendo le cartine essì. Voglio lo spago essì. Sempre essì e alla fine… alla fine niente. La guardavo e pisolo si svegliava drittocaldo sulla pancia.

  Alla fine ho aspettato che il marito se ne andava, che la lasciava sempre sola ogni tanto, e sono entrato. Ho chiesto per le lampadine che sapevo che erano dalla parte di dietro del negozio, la parte degli scaffali e le dicevo che non sapevo bene che lampadina volevo così mi accompagnava e andavamo dietro agli scaffali.

  Quando siamo andati dietro ho visto un po’ le lampadine, ho preso una e vedevo la lampadina e ridevo e vedevo lei e ridevo e pure lei si era messa a ridere.

  – Questa? – chiedeva sorridente, con una faccia da gatto e due paninette tonde nel reggiseno, piene come due piccioni appallottolati nel reggiseno.

  – Lo sai che sei assai bella? – le ho detto mentre la guardavo e rideva e lei è diventata rossa e io l’ho tirata piano verso di me e ha fatto un piccolo urlo e iniziava a spingere con le mani così ho capito che voleva fare solo la figura di quella che non poteva fare ‘ste cose, che non voleva ‘ste cose, che si ribellava a ‘ste cose pure con la forza, che se non lo faceva poi stava male tutta la vita e alla fine si uccideva. Ha fatto bene a fare così, anche io uguale al suo posto.

  E quindi ho tappato la bocca a lei e abbassato i pantaloni a tutti e due. Tappavo la bocca con le mani e sentivo il tartaro sulla pelle di dentro delle mani, la pelle che sente bene, quando tappavo la bocca con la mano. A lei i pantaloni li ho abbassati solo fino alla fine della coscia perché si muoveva, ma alla fine andava bene lo stesso, via pure la mutanda bianca grande e lo so che tieni la schippa pure tu, tu sei solo schippina. E la leccavo ehera buona, e la assaggiavo ehera ancora più buona. Sapeva di gazzella femmina in calore, sapeva di fica di negra sporca. Aveva pure il ciclo e era assai bello perché quando facevo rimbalzare dentro pisolo faceva il rumore dei pirdi, pro prot priti proti pu. Boh, non lo so.. essì, ehera assai buona.

  Tartaro, tartaro spalmato col burro sulla fetta biscotta nel latte la mattina.

  Ho rimbalzato tutto con pisolo, pure il buco sopra che tanto a lei poi piaceva e infatti adesso si muoveva, il suo corpo non era più fermo, ma si muoveva sempre più perché gli piaceva, perché voleva che pisolo entrava bene e sempre più dentro, sempre più a scivolare forte, sempre più cattivo. Assaibuona assai buona assaiassaibuona.

  Ha pensato che ormai avevo capito che lei non voleva e quindi basta fare mosse, tanto adesso hai capito che non voglio, adesso apposto, adesso trombiamoebbasta.

  E alla fine le ho fatto il bigné come fa Bullone con Kimono sul tavolo, e le ho fatto aprire la bocca e ho visto il biancoluccicotraspaio sulla mostarda di tartaro.

  Mi piaceva assai. Assaiassaibuona. Negrasporcaintestino.

  Dopo la mostarda stavo apposto e sono andato via. Lei era rimasta ferma per terra e si metteva le dita in bocca, piano, piano, mi sa che un po’ le tremavano, ma poi ho guardato meglio e ho visto che si tirava gli angoli della bocca per fare un sorriso. Mi guardava e si tirava la bocca per sorridere. Forse perché senza mani non ce la faceva. Forse per far capire che non voleva sorridere, ma solo con le mani che tiravano la bocca sorrideva, e lei non era quelle mani.

  Lei non era quelle mani?

  E me ne sono andato, perché tanto non ero stato io.

  Adesso sono agli arresti domiciliari come tutti quanti quelli che possono pagare, io non posso pagare però il vecchio sì, gliel’ho detto che se no perdeva lo sputo di mucca sulla schiena e allora ha detto vabbé che tanto i figli sono morti tutti e li può spendere i soldi e adesso viene ogni giorno a casa che vuole essere sputato.

  E io lo sputo.

  Anche agli arresti domiciliari posso parlare con la sigaretta, anche se gli fa male un po’ la testa e fa la tosse per mettere a posto la voce ogni volta perché le finestre sono piccole e il sole non arriva e fa male la testa e fa fare la tosse.

A school student brushes her teeth in Rizal park in Manila in an attempt to break the world record for simultaneous teeth brushing February 21, 2007. Around 41,038 students in three Philippine cities took part in the event. According to organisers, the record was formerly held by 33,038 children brushing their teeth in the United Kingdom.  REUTERS/Romeo Ranoco (PHILIPPINES) - RTR1MN0P

Michele Noccioli

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