Randagio – Non c’è peccato

Cappuccio abbassato, occhi vuoti. Dentro gli occhi non c’è niente: mare bianco calmo di sperma e un punto nero di matita. Se mi guardi negli occhi non vedi niente, non mi vedi, io non sono negli occhi, sono fuori. Se mi guardi negli occhi non vedi niente, vedi il nulla e ti ritrovi solo con…

Onore

Il triscele occhiava sbieco l’andirivieni delle canne nella lupara, come chi aspetta indomito il guizzo argentino nel viavai della lampara che s’immortali freddo di piombo al cospetto della pellicola da impressione. Non che siano frutti di stagione le grida affannose delle vedove nere, né sincerandosi col prete chiede uno sconto di pena l’uomo d’onore. Intanto…

Cellulosa

Nel microfilm che mi porgesti i sonetti eufuisti delle dame prostituite alla nostra miseria di lettori ora morti cantano in posa. Per quali ragioni fuggi adesso che anche tu sei cellulosa? Miriana Focosi

Gino Supramonte

Nacqui. Novecentottanta, sereno, figlio di cantastorie e zappaterra, nella bassa che dal Po il Lambro serra ove Emila sugge il Lombardo seno. Nacqui, ma pàrvemi cosa da poco: per questo non scrivo chi sono e fui, ma favoleggiando il destino altrui nutro Calliope d’inclito foco. Più volte il volto allora giovinetto detersi alle sorgenti d’Elicona…

Madre/Figlia

Tumide le labbra e i capezzoli che sono stati vittime o carnefici oppure umide pellegrine negli alpeggi piuttosto che somiglianti all’inno figurale d’un nostro piccolo eliogramma. Mostrarmi figlia e non mamma ebbe il vantaggio superbo ed ingiusto del vivere di seconda mano l’usato incesto. Miriana Focosi

Badessa

Drena il coito dei tuoi sigilli al tribunale posticcio della farsa oggi che sono come riapparsa nei tuoi dendriti particolari e oscuri. Che siano i tuoi ventricoli ad ostacolare il passo felpato della badessa, lo notai mentre volgevi attonito lo sguardo al talamo: secco calamaio ormai rappreso è il tuo inchiostro volgare. Miriana Focosi

Tempo/Equilibrio/Voragine

Per tutto c’è un tempo giusto: l’attimo in cui si frange il frenulo, la fibrilla che stordisce nell’incavo rosa-madreperlaceo del cervello, il sangue che stagna d’amaranto il manganello. Per tutto c’è un equilibrio: lo stantio che indugia sotto la tavolozza-tela, l’elevarsi di un’ala di pipistrello, lo scolaticcio che spurga dalla pattumiera. In tutto c’è una…