Dà fuoco alla moglie incinta e scappa via in auto

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Foto recente di Pietropaolo

POZZUOLI – Il brutale gesto è stato commesso da Paolo Pietropaolo, anni 40, noto presentatore radio italo-canadese, residente a Pozzuoli dal 1993 (https://en.wikipedia.org/wiki/Paolo_Pietropaolo). L’uomo conduceva una doppia vita: appassionato conoscitore e divulgatore di musica classica, ma già noto alle forze dell’ordine per detenzione di sostanze stupefacenti. Molto probabilmente fu proprio la dipendenza da marijuana di Pietropaolo a deteriorare il rapporto con la moglie, senza contare i numerosissimi tradimenti anche con donne di malaffare che soleva consumare addirittura tra le pareti domestiche. La moglie, Carla Ilenia Caiazzo, 38 anni, era spesso costretta a partecipare coattamente alle pratiche perverse del marito sotto il potentissimo effetto del THC.

Non reggendo più la situazione di prigionia impostale dal marito, la Caiazzo tenta la fuga la notte del primo Febbraio. Pietropaolo tuttavia la raggiunge davanti all’abitazione dei due e le dà fuoco. Secondo le ultime indagini risulta che l’uomo abbia percosso e poi cosparso la giovane vittima di alcol etilico e olio da motore ed infine darle fuoco.

Fortunatamente la Piccola Giulia Pia Pietropaolo è stata tratta in salvo dai paramedici con un cesareo, nonostante le condizioni della madre restino gravi.

I vicini, interrogati dagli inquirenti, hanno dichiarato che al momento del fatto udivano soltanto della musica classica ad alto volume provenire dall’abitazione. Secondo le indagini la musica sarebbe servita a Pietropaolo per camuffare le urla convulse della donna in fiamme. Un vicino, Giovanni Cuda, insospettito dal fumo e dal sinistro odore dolciastro, nota il corpo in combustione della donna e riesce a spegnere le fiamme per poi chiamare i soccorsi.

Molto probabilmente la donna rimarrà sfigurata a vita. La nascitura ha subito danni irreversibili a livello neuronale a causa dell’elevatissima temperatura raggiunta dal liquido amniotico prima del parto.

  Nemo Ameno

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2 pensieri su “Dà fuoco alla moglie incinta e scappa via in auto

  1. Caro Nemo Ameno grazie per la distorta descrizione, da verificare se vera, che hai fatto della storia del paolo pierpaolo……………il sottoscritto conosce abbastanza bene i contenuti del thc e la tua versione non troverá nessun supporto tra chi é sveglio e sá di cosa stai parlando. Non é giusto e tantomeno onesto descrivere ció che hai buttato giú, unica scusante é che eri fatto di brutto e mi stó chiedendo di cosa vista la sfacciata cattiveria che distribuisci gratuitamente sfavorendo chi sá di cosa stai parlando e favorendo la riconosciute masturbazioni mentali di chi non aspetta altro per renderci la vita ancora piú triste di come non lo sia gliá in questo momento. Fatti curare, te lo dico con il cuore, metti a rischio tutti coloro che pensano positivo nei confronti di questa vita giá mutilata nei sentimenti. Se sei un sadico ti ri-consiglio ció che ti ho appena consigliato atrimenti vota l’ebetino di turno che forse lui ti capisce, soffre anche lui delle stesse storture mentali ed il bello é che non se ne rende conto.

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    • Caro dettome……… (spero il numero di puntini sia esatto), è risaputo da tempo nella comunità psiconautica che il THC fa un gran male alla psiche umana se utilizzato costantemente, giorno dopo giorno, e in quantità superiori ad 1,5 grammi, cosa che il nostro Pietropaolo faceva. Provoca psicosi, risveglia schizofrenie latenti e disturba il normale stato di veglia che ha bisogno di almeno una pausa di limpida lucidità una volta ogni cinque giorni. Il THC, proprio in quanto considerato una droga leggera, è più facile che instauri nel soggetto una forma di dipendenza psicologica e continuativa che impedisce tale pausa lucida obbligatoria. Inoltre, proprio per via della sua presunta leggerezza non incute timore, induce a pensare che non faccia male e quindi fa sì che si incappi in un uso sconsiderato, e Pietropaolo ne è un esempio. La redazione di Perizoma consiglia sempre le droghe così dette pesanti (eroina e cocaina escluse per via della subitanea dipendenza fisica) perché incutono il timore reverenziale necessario ad un giusto approccio alla sostanza e favoriscono alterazioni della coscienza tali da indurre un appagamento fisico e mentale che si prolunga nel tempo e permette quindi la pausa lucida.
      Un caro saluto.

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