Bullone e Quell’Altro – Voi puzzate, noi puzziamo, ma noi siamo gentili.

Tutto bello, sìsì, tutto bello bello, ma quando non mi drogo e cammino per la strada me ne accorgo. Me ne accorgo bene che non esiste più niente e non è così bello, anche se siamo belli lo stesso, però più niente è vero veramente. Se vedi la gente te ne accorgi che non è più vera. Le donne si nascondono la faccia con i colori per la faccia, nessuno più ha un odore di uomo o di donna, ma sanno di cose che puzzano e mi fanno male al naso però per loro sono buone, ma se sono buone quelle perché non è buono l’odore vero, quello dell’uomo senza fiori che puzza?

  È che le cose vere sono troppo vere e la gente ha paura. Solo gli occhi tengono veri. Quando cammino per le strade e non sono drogato e li guardo negli occhi vedo i gatti morti. Ecco perché non si guardano più negli occhi, perché gli occhi sono veri e hanno paura che poi vedono i gatti morti e se li sognano la notte.

  E infatti io sono vero e tutti hanno paura e si allontanano perché secondo loro puzzo e perché li guardo fisso negli occhi, ma io gliel’ho detto alla sigaretta che io sono normale e sono vero e lei pure ha detto che è vero, che non ho paura dei gatti. Gliel’ho detto anche a Bullone che se hanno paura è perché quando mi vedono si ricordano chi sono veramente e tengono paura, perché quando tutti erano chi erano veramente, tutti tenevano sempre paura e quindi quando mi guardano e mi annusano si ricordano chi erano e tengono paura. Gliel’ho detto che se continuiamo così alla fine ci farà paura anche la pelle, ci farà schifo anche la pelle perché è pelle e è pelle d’uomo e quindi è sporca e fa schifo e succederà che finiamo a fare le mucche con le persone di plastica o quelle di pelle finta che è più pulita, fa meno male, che non si possono prendere le malattie se fai la mucca con la pelle finta, che ha lo stesso colore della pelle, è calda uguale, ha anche i minipeli che si drizzano col freddo e glielo puoi appoggiare e te lo puoi fare appoggiare dove vuoi senza pensare a niente e quando vuoi fare i bambini dai lo sputo del pisollo all’infermiere e lui te li fa e tieni pure i bambini e che vuoi più? Tanto la pelle è finta ma è vera, la persona è vera, te la fai tu, la scegli tu e la puoi cambiare quando vuoi, ebbasta, bo’, finita. Che vuoi più? Quindi, ebbasta. Che lo so già che alla fine così va a finire. Gliel’ho detto a Bullone, l’ha capito veramente, ma pure lui alla fine secondo gli altri puzza e quindi capisce bene proprio.

  Voi siete mortali, noi puzziamo.

  E quindi, ho detto a Bullone, quindi, se gli altri si possono mettere addosso gli odori che puzzano che gli piacciono anche io mi metto la cacca addosso che mi piace e esco. Faccio i panini buoni, quelli al prosciutto crudo con le melanzane sott’olio nel pane integrale che è scuro e se si macchia di cacca non si vede, mi metto la cacca addosso e glieli do alla gente, e sono pure gentile, essì. Io sono gentile e lo faccio, mi metto la cacca addosso faccio i panini e glieli do alla gente, o no? E poi lui pure è venuto che voleva essere gentile e davamo i panini alla gente che odorava di fiori e di puzza e un signore profumato ci ha picchiati con le scarpe dure e le mani forti e ci siamo andati a fumare l’oppio per non sentire più la pelle e Bullone si divertiva a toccarmi la guancia con un bastoncino tic-tic tic-tic tic-tic e lo facevo fare perché si vedeva che gli piaceva e a me non mi dava assai fastidio alla fine.

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