Brave Old World

Happiness2

“L’unità D317 è andata di nuovo in tilt.”

“Che vuol dire è andata in tilt? Codifichi il guasto, agente X999. Abbiamo un codice di riferimento per ogni problema delle unità a ragion veduta.”

“Vuol dire che scrive da un’ora e trentasette minuti la stessa parola, controlli lei stesso sullo schermo. Esiste un codice anche per questo?”

Il caporalmaggiore inserì il numero dell’unità e sul megaschermo azzurrino venne proiettata l’immagine di un foglio di videoscrittura su cui mani meccaniche scrivevano ad un ritmo precisissimo sempre la stessa parola

“Noia noia noia noia noia noia noia noia noia noia noia noia noia…”

Era abbastanza strano. Poteva trattarsi di un guasto del buffer connesso alla memoria di lavoro, cioè in parole povere l’unità di scrittura creativa era appena andata a farsi fottere. Oppure poteva essere qualcosa di totalmente nuovo e inspiegabile.

Al caporalmaggiore restava l’alternativa di mandare qualcuno giù nei sotterranei a controllare se si trattava di un semplice inceppamento meccanico. A volte le unità si bloccavano per la troppa umidità nei circuiti. Anche se l’enorme termostato della sala macchine centrale teneva sotto controllo il tasso di vapore acqueo presente nell’aria dei cunicoli scavati sotto il Ministero delle Arti Applicate, ogni tanto le unità risentivano comunque del freddo o dei topi, che si divertivano a rosicchiare loro le dita.

“F440 a rapporto immediato.”

“Comandi!”

“Serve una ronda di ricognizione nel settore 14, devi andarmi a controllare l’unità D317, si è inceppata sulla stessa parola e mi serve un occhio umano per capire se è da buttare o meno.”

“Agli ordini.”

F440 è un ragazzetto smilzo, entrato da poco nei Guardiani delle Arti. Da piccolo guardava suo padre suonare la chitarra ed era incantato dalle dita che correvano veloci sulle corde sfocate dalle vibrazioni. Purtroppo il mondo era andato veloce troppo in fretta tra l’anno in cui, seduto sul tappeto del salotto, guardava mamma e papà cantare vecchie canzoni e l’anno in cui il caporalmaggiore lo mandò nei sotterranei, a controllare l’unità D317, e nel frattempo la chitarra era stata distrutta, i suoi incarcerati e lui, rimasto solo e abbastanza riluttante, aveva deciso di arruolarsi in uno dei corpi militari della Grande Nazione. Il Ministero delle Arti Applicate gli era sembrato il meno peggio. Le principali occupazioni degli impiegati lì erano il controllo e la supervisione delle macchine per la produzione artistica.

Teo Harber

 

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