Brave Old World II

kanzi

Nell’economia altamente sostenibile della Grande Nazione, l’apporto umano alla produzione era stato inizialmente dimezzato, grazie all’introduzione dei grandi macchinari industriali e alle linee di produzione di San Taylor d’Anglia, per poi venire quasi totalmente rimosso in epoche più recenti.

Ogni tipo di produzione era stato affidato a macchine progettate allo scopo: erano le macchine a produrre cibo, vestiti, elettrodomestici, dischi, romanzi, libri di poesie, giornali, film. A differenza che in passato, le macchine avevano imparato ad occuparsi in autonomia della costruzione di qualsiasi tipo di prodotto culturale di consumo. Con la grande scoperta di Newsand del 2154,(il filosofo e patafisico inglese autore di “Che fine faremo?” e “Intelligenza artificiale: come un PC diventò mio figlio adottivo”), ovvero l’algoritmo finale dell’acquisizione linguistica applicabile alle intelligenze artificiali, si arrivò ad una delle ultime rivoluzioni industriali della storia dell’umanità. L’uomo era stato capace di insegnare ai computer i meccanismi di base dell’apprendimento del linguaggio naturale, dopo averli ridotti in algoritmi matematici definiti e costanti. Erano serviti anni e anni di studi sul funzionamento delle lingue a livello neurale, oltre che logico, ma alla fine uno sfigatissimo scienziato del Nevada aveva trovato la Costante dell’acquisizione linguistica, ovvero tramite treni di stimolazioni elettrotranscraniche effettuate su una bambina ispano americana di otto anni era inizialmente riuscito a trovare l’area del cervello in cui risiederebbe il LAD[1] chomskyano: alla bambina venivano sottoposte due liste di parole a lei nuove, le veniva spiegato il senso di ognuna delle parole e lei doveva poi, alla fine della spiegazione, con la lista davanti, creare una frase di senso compiuto utilizzando le nuove parole che aveva appena imparato. La piccola riusciva perfettamente ad eseguire il compito in assenza di stimolazione. L’area giusta, se stimolata, le impediva di imparare le nuove parole, oltre che provocarle non poche difficoltà nella costruzioni di frasi dalla grammatica e sintassi coerente. Questo provava quanto l’area deputata al LAD abbia a che fare anche con la nostra immagine mentale di una lingua, con la grammatica personale di ogni soggetto. Dal momento che le condizioni necessarie per l’apprendimento di una lingua sono l’accesso, le capacità e la motivazione, si postulava che qualunque soggetto dotato di capacità di apprendimento indotto e spontaneo potesse acquisire ed utilizzare in maniera coerente qualsiasi tipo di linguaggio, se appreso durante il periodo critico della formazione del soggetto.

Ora, il dottor Corbellis (università del Nevada) provò a ripetere l’esperimento due volte, e due volte i risultati furono gli stessi. Il LAD c’era, aveva una sede fisica all’interno del cervello umano, ed estrarne le componenti neurali poteva essere fondamentale per permettere una simulazione coerente e riducibile a delle semplici formule matematiche. I soggetti erano stati, in questo caso, un bambino cileno di sei anni e una scimmia bonobo di due anni e mezzo. Si tentò di insegnare ai due cuccioli la stessa lingua, l’inglese, sottoponendo ad entrambi lezioni di lingua inglese sia di uso dei lessicogrammi, simili a quelli utilizzati dalla dottoressa Susan Rumbaugh per Kanzi. Alla fine i due soggetti impararono a comunicare tra loro utilizzando prevalentemente i pittogrammi e anche articolazioni fonetiche che assomigliavano nella loro prosodia a brevi frasi in inglese, ma i cui suoni erano stati adattati alle possibilità articolatorie della scimmia.

[1] Linguistic Acquisition Device

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