Il tuo sangue, il tuo grido

Sembravi un quadro di Schiele

fragile e acerba.

Pure, ricoperta di fiele

eri donna

corrotta fino al midollo

costruita da un io costruito.

Il tuo pelo non già vello

primigenio e intonso,

ma lanuggine crespa, budello

attorto alla mia carne.

Fra le tue spire giacqui,

ma non un’ispida poesia

trassi dalla nostra perfezione,

non un singolo verso:

il tuo sangue, il tuo grido

eran solo la stilizzazione

d’un perso amplesso

d’un rito di profanazione.

Mentre ti riempivo il corpo

pubescente di seme

scorsi il tuo sorriso insano

candire l’inferno

che vivendo abitiamo.

 

Umberto Umberti

Black-Haired-Nude-Girl-Standing-Egon-Schiele-1910

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